Lo sviluppo dell'attività industriale.

Impianto idrogeno.
Impianto oleum.

Le tappe della ricostruzione sono storia lontana e solo i più anziani le ricordano. Le promesse di ricostruzione furono mantenute e superate, fino a far sorgere nuovi impianti.
Diamo una rapida cronistoria dei successivi sviluppi:
1946 ottobre
Dalla produzione di cellulosa da carta si ritorna, attraverso la progressiva rimessa in efficienza di tutti gli impianti, alla produzione di cellulosa tessile.
1947
Costruzione dell'impianto per la produzione di alcool dalla canna, con una capacità produttiva di 100 ettolitri al giomo.
1948
Rinnovo degli impianti di pre-sbianca con la costruzione e messa in marcia del primo impianto sistema Kamyr di pre-sbianca in continuo nello stabilimento cellulosa. Studio e progettazione delle centrali elettriche di Colle, Meduna e Istrago.
1949
Costruzione e messa in marcia del secondo impianto Kamyr nello stabilimento cellulosa e dei centri per il taglio e la defogliazione della canna. Costruzione del nuovo stabilimento per la produzione di soda-cloro. Messa in produzione della Centrale elettrica di Colle della potenzialità di 3.500 Kw.
1950
Inizio della produzione di soda-cloro e derivati, con capacità in soda al 100% di 4.500 tonnellate annue.
1951
Ampliamento dell'impianto di produzione cellulosa con installazioni di nuovi bollitori e di una nuova continua: la capacità viene portata a 60 mila tonnellate annue.
1952
Primo ampliamento dell'impianto soda-cloro per portare la capacità produttiva a 9.000 tonnellate annue. Messa in produzione della centrale elettrica di Meduno della capacità di 9.500 Kw.
1953
Messa in produzione della centrale di Istrago, della capacità di 3.800 Kw.
1957
Secondo ampliamento dell'impianto soda-cloro, per portare la capacità produttiva a 13.500 tonnellate annue.
1958-59
Installazione nell'impianto soda-cloro di un raddrizzatore e di nuovi collegamenti per portare la capacità produttiva a 18.000 tonnellate annue. Costruzione di un nuovo impianto per la preparazione del vegetale, di nuovi impianti di epurazione della cellulosa, di un impianto per la combustione della pirite, realizzazione della catena indiretta della cellulosa. Costruzione nell'azienda agricola di silos per cereali e di un mangimificio.
1960
Sostituzione di celle nell'impianto soda-cloro per portare la capacità a 20.000 tonnellate annue. Costruzione di un modernissimo caseificio nell'azienda agricola.
1962-64
Su procedimento originale dei laboratori SNIA entra in esercizio il nuovo impianto per la produzione di caprolattame da toluolo (materia prima per il nailon 6). Viene avviato il nuovo impianto per la produzione di pasta semichimica (integrativo della cellulosa) con un procedimento originale al monosolfito di sodio. Viene ultimata la nuova centrale termoelettrica (160 milioni di Kwh e un milione di tonnellate di vapore all'anno). Cessa la coltivazione della "canna gentile".
1975-78
Vengono avviate le unità produttive di Intermedi di Chimica Fine che utilizzano alcuni prodotti della linea del caprolattame.
1981
A seguito della organizzazione della SNIA in Holding, lo stabilimento di Torviscosa si riorganizza in S.p.A. con il nome di CHIMICA DEL FRIULI.
1985
In occasione dell'entrata della Società CAFFARO S.p.A. nel Gruppo SNIA BPD, la Chimica del Friuli viene conferita alla Caffaro.
1992
A seguito dell'eccesso di offerta di cellulosa sul mercato mondiale, con conseguente crollo dei prezzi di vendita, la Chimica del Friuli è costretta a fermare tale produzione e nel 1993 la congiuntura strutturale dell'industria mondiale porta la SNIA BPD alla decisione definitiva di cessare le produzioni di paste chimiche e semichimiche da legno. Contemporaneamente nel 1992 sono effettuati investimenti nel settore dei Cloro-Derivati avviando l'impianto per la produzione delle cloroparaffine.
1995
Diventa operativo il riassetto delle attività del Raggruppamento Chimico della CAFFARO S.p.A., secondo il quale si conferiscono alla Chimica del Friuli S.p.A. le attività chimiche della Caffaro e la CHIMICA DEL FRIULI S.p.A. cambia denominazione sociale e sede legale diventando: INDUSTRIE CHIMICHE CAFFARO S.p.A. con sede legale in via Borgonuovo n. 14, Milano. La Industrie Chimiche Caffaro S.p.A. è rimasta al 100% di proprietà della Caffaro S.p.A., capofila del Raggruppamento Chimico della SNIA BPD, incrementando l'attività nel settore della Chimica Fine e della Chimica Specializzata.
1996-98
Tra il 1996 ed il 1998 prendono avvio le attività per lo sviluppo e la realizzazione di nuovi impianti indirizzati alla produzione di specialità ed intermedi per la Chimica Fine. Nell'aprile del 1998 vengono ufficialmente inaugurati i nuovi impianti TAED, Nitrile e Multifunzionale a seguito di investimenti che hanno superato il centinalo di miliardi, con l'inserimento di 130 nuovi addetti, proseguendo così verso nuovi sviluppi dell'area chimica del Gruppo SNIA.
1999-2001
Nel corso del 1999 ha avuto luogo la cessazione di attività produttiva del Caprolattame, secondo un piano di razionalizzazione e ristrutturazione che la CAFFARO ha messo a punto per favorire la concentrazione dei siti di produzione e lo sviluppo della Chimica Fine e Specialistica.

Nell'ambito dell'accordo con il gruppo BRACCO, cha ha portato alla realizzazione di un impianto di Chimica Specialistica del valore di 55 milioni di €, è stato costruito ed avviato l'impianto per la produzione di Cloruro di Iodio, materia prima chiave per le produzioni del gruppo BRACCO a Torviscosa

La strategia di apertura del sito di Torviscosa a nuove iniziative industriali di terze parti è stata attuata anche con la SAPIO Produzione di Idrogeno ed Ossigeno s.r.l., con la quale si è pervenuti ad un accordo per la realizzazione congiunta di un impianto per l'imbombolamento dell'idrogeno.

Sono stati portati a compimento diversi interventi di ottimizzazione degli impianti esistenti, con particolare riguardo al miglioramento della sicurezza e dell'impatto ambientale delle produzioni di Cloro-Soda e Derivati.