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Le motivazioni della nascita di Torviscosa.

Il Municipio di Torviscosa in fase di costruzione.
La piazza con il Municipio completato.

La crisi economica mondiale, scoppiata nel 1929 in seguito al crollo della Borsa di Wall Street provocò gravi ripercussioni sull'economia di tutti i Paesi e, da noi, soprattutto, sull'apparato bancario ed industriale. La politica autarchica, varata dopo le sanzioni del 1936 e che mirava ad ottenere una riduzione massima delle importazioni e, nel contempo, un grosso impulso alle esportazioni, incoraggiò, con grandi sostegni statali, le ricerche e gli studi volti al conseguimento di risorse alternative. Il suolo nazionale era carente di materie prime: industria elettrica, mineraria, fibre sintetiche (cellulosa). La cellulosa è la materia prima più importante per la fabbricazione delle fibre tessili: essa è ricavata da alberi di alto fusto (faggio, abete, pino) (*). Queste piante si trovano, soprattutto, nelle sterminate terre nordiche e balcaniche e quei paesi avevano il monopolio della cellulosa. Non potendo trovare quel legno in Italia, la SNIA Viscosa fece eseguire ricerche e studi trovando così il modo di ottenere la cellulosa attraverso la canna gentile o "arundo donax", a ciclo annuale che avrebbe segnato il futuro destino di quella che sarebbe stata chiamata Torviscosa. Ragioni di politica economica e gravi eventi internazionali, consigliavano di scegliere la strada più breve: quella della canna gentile. Nell'eventualità di conflitto, anche in caso di una nostra neutralità, i rifornimenti di cellulosa nordica sarebbero diventati problematici. Scelta la materia prima occorreva scegliere il territorio, non adibito già a colture agricole, ampio, ricco di acqua per i bisogni della canna. Fu preferita la zona della Bassa Friulana dove sorgeva il vecchio borgo di Torre di Zuino. Qui c'erano vaste zone paludose, ridotta densità di popolazione, gran possibilità di reclutare manodopera. Inoltre l'area era dotata di un'arteria stradale importante, dalla linea ferroviaria Venezia-Trieste ed era vicina al mare, altra rilevante via di comunicazione. Il 27 ottobre 1937 iniziarono i lavori, la trasformazione fondiaria, pronta a raccogliere 25 milioni di rizomi e la costruzione del nucleo urbano.
Dopo 320 giorni, a tempo di record, il 21 settembre 1938, lo stabilimento era inaugurato dall'allora Capo del Governo Italiano, Benito Mussolini; dopo due anni veniva completato il raddoppio, mentre l'Italia era impegnata nella seconda guerra mondiale e Torre di Zuino diventava un nuovo Comune e prendeva il nome di Torviscosa (26 ottobre 1940).
Nacquero scuole, asilo, piscine, teatro, ristoro, attrezzature sportive, ecc. Naturalmente le vicende della guerra si fecero sentire anche a Torviscosa. Il complesso industriale era considerato stabilimento ausiliario e gli ordini erano di salvare la fabbrica, produrre, proteggere gli operai e soprattutto evitare il pericolo di deportazione in Germania; bisognava, perciò, mantenere l'occupazione anche se l'organico era di molto superiore alle esigenze. E così fu fatto rilasciando false dichiarazioni di dipendenza in servizio e di residenza. Sempre a difesa del dipendente, impossibilitato a trovare impiego in fabbrica, la società trasferiva gli operai alla Gestione Agricola. Negli anni `44/45 i bombardamenti aerei smantellarono la fabbrica nei suoi punti nevralgici. Terminò la guerra, si ripararono gli ingenti danni ed iniziò, voluta da Marinotti in contrasto con gli azionisti, la rinascita e la ricostruzione di Torviscosa. Negli anni '50 nasceva l'impianto soda-cloro con i seguenti prodotti: cloro liquido, soda caustica, ipoclorito di sodio, acido cloridrico. In seguito l'impianto subì diversi ampliamenti. Intanto il nome di Torviscosa assumeva negli anni risonanza mondiale. La tecnologia, nata in questo sito, veniva esportata e si affermava nei più lontani paesi. Da qui erano partiti centinaia di uomini per creare altre Torviscosa in Brasile, India, Inghilterra, Messico, Russia, Spagna, e soprattutto in Sud Africa, dove le donne li avevano seguiti. Verso gli anni '60 il successo della nuova fibra Snia, il LILION, indusse Marinotti creare uno stabilimento per la produzione del caprolattame che è, appunto, la materia prima per il lilion. Era insediato lo stabilimento per la produzione di pasta semichimica (greggia e bianchita) che con il pioppo e alcune latifoglie consentiva di produrre vari tipi di carta.
Nel 1961 veniva costruita la nuova centrale termoelettrica che, oltre al carbone, bruciava anche il liscivio di scarico e, nella zona del Meduna e dei monti Clautani, iniziarono i lavori per la creazione di ampi serbatoi, una imponente fonte di energia elettrica con la quale alimentare la fabbrica della SAICI di Torviscosa e le altre del Gruppo. Cinque grandi sbarramenti per altrettante centrali che in quegli anni costarono 8 miliardi di lire. S'insediava la SFIL, stabilimento per la produzione del legno (100.000 imballi/anno) e la scuola professionale INAPLI per la formazione di giovani specializzati. Nel 1965 Torviscosa aveva 2.000 dipendenti (oggi sono impiegati 450 circa, oltre all'indotto), la cellulosa prodotta era di 100.000 tn/anno, si consumavano 700.000 mts di legname e 55 milioni di kwh. Torviscosa era stata la prima fabbrica nel mondo a produrre cellulosa da canna gentile e da eucaliptus. Il procedimento per produrre cellulosa era il seguente: legno, chips, liscivio, cottura, pasta greggia, trattamento agenti chimici, essiccatoio.
Dopo l'abbandono della coltivazione della canna gentile (1963) lo sviluppo agricolo si era proiettato verso la piantagione di pioppeti e la coltivazione di cereali, vivai, foraggi, frutteti, prodotti caseari, centro latte, frutta, mangimificio; enormi stalle (1700 vacche) e 1500 animali da allevamento. Negli anni `75/'80 vengono avviate le unità produttive di Intermedi di Chimica Fine che utilizzavano alcuni prodotti della linea del caprolattame. Il 1° giugno 1979 il gruppo Ferruzzi acquista dalla Snia l'Azienda Agricola, circa 5.500 ha. Nel 1992, a seguito dell'eccesso di offerta di cellulosa sul mercato mondiale, con conseguente crollo dei prezzi di vendita, l'allora Chimica del Friuli, è costretta a cessare tale produzione e nel 1993 la stessa decisione viene presa per le paste chimiche e semichimiche. Agli inizi degli anni '80 entrava in funzione il primo impianto di produzione multifiuizionale: si realizzavano prodotti chimici intermedi e finali per l'industria farmaceutica, cosmetica e delle vernici. Lo stabilimento Caffaro di Torviscosa è uno dei simboli della chimica italiana; le fibre cellulosiche prima e gli intermedi chimici dopo hanno concorso allo sviluppo ed al successo di diversi comparti industriali. Alla fine degli anni '80 la produzione chimica subisce una profonda trasformazione.
La chimica di base è sempre meno vantaggiosa. A Torviscosa la ricerca orienta i suoi studi verso la riutilizzazione dei prodotti residui provenienti dalla lavorazione delle materie prime. Inizia così una attività indirizzata alla chimica specialistica che sta portando all'industrializzazione di attività nella chimica fine. Nel 1998 si inaugurava un altro impianto multifunzionale (prodotti di chimica fine) con l'investimento di oltre 120 miliardi di lire. Recentemente importanti aziende hanno scelto Torviscosa quale sito per insediare nuove strutture: infatti sono stati sottoscritti accordi con Bracco (stabilimento Farmaceutico) e Falk (Caffaro e Sondel) per la costruzione di una centrale elettrica da 800 MW. La storia di Torviscosa ha dunque superato i primi 60 anni, ma Torre di Zuino affonda le sue radici in un passato molto remoto. Infatti l'intera area porta ancora le tracce della colonizzazione romana avvenuta intorno al II° secolo a.C. Lo testimoniano la Via Annia, il ritrovamento di numerose anfore, i resti di alcune fomaci e di tanti altri reperti.

(*) Negli anni '50 si lavorava anche l'eucaliptus che produceva cellulosa di qualità.