50° di fondazione della fabbrica di Torviscosa.

Il Presidente Enea Baldassi

Gentili Signore, Egregi Signori, cari "PRIMI",
Benvenuti a quest'importante incontro che celebra il 50° anniversario di fondazione dell'Associazione PRIMI DI TORVISCOSA.
A tutti porgiamo il benvenuto ed il saluto più cordiale.
Presentiamo e ringraziamo per aver accolto il nostro invito:
- Il monsignore Umberto Ceselin della Comunità Cristiana Cattolica di Umkomaas
- il presidente nazionale ANLA, ing. Riccardo Tucci
- l'ing. Giorgio de Panno, presidente Caffaro spa
- il dr. Fausto Ferrazzi, amministratore Delegato Caffaro spa
- il dr. Federico Unnia, relazioni esterne Snia spa
- il sindaco di Torviscosa, Duz, e tanti primi cittadini del Basso Friuli
- la famiglia Snaidero il cui gruppo anziani è con noi gemellato nel 1994
- i dirigenti dello stabilimento di Torviscosa
- il sen. Mario Toros, presidente del Friuli nel Mondo
- i massimi dirigenti regionali ANLA
- i giornalisti

Illustriamo brevemente la storia di questo sito, chiamato Torre di Zuino e che inizia nell'anno 1937.
E' un territorio vasto con una superficie di quasi 6000 ettari, posto in una landa desolata insidiata dagli acquitrini che sottraevano agli uomini il pane ed il lavoro e dove la malaria e le ristrettezze economiche consumavano le poche famiglie residenti. Migliaia di lavoratori e decine di tecnici, in undici mesi operarono il miracolo. Si risanò la terra, nacque la fabbrica e la città, che nel 1940 si chiamò Torviscosa e divenne Comune. Di questo sito si è fatto un'oasi di benessere che la tecnica agraria indica come modello. In un deserto silenzioso si è creato un monumento di lavoro fra i più estesi di quel tempo e la fatica degli uomini venne premiata dalla rinascita della terra in fecondo connubio con l'industria. Scoppiò la guerra ed una situazione difficile per la Patria. La fede nel lavoro era rimasta intatta come la volontà che sopra alle rovine causate dagli eventi bellici, volle Torviscosa rinata più forte e più salda.
Seguirono anni sereni e di forte crescita.
La società SAICI (oggi è denominata Caffaro) volle premiare i suoi uomini, il loro lavoro fiducioso e geniale, l'impegno delle prime giornate, quando tutto era ancora da compiere. Alla fine questi uomini ottennero la ricompensa; loro che hanno vissuto il disagio di quelle ore, che hanno creduto ed operato e quei valori non andarono dispersi.
Per questo la SAICI li riunì in Gruppo e li distinse con l'offerta di un simbolo.
Era il 12 Maggio del 1951, esattamente 50 anni fa, quando nasceva l'Associazione "PRIMI DI TORVISCOSA e Torviscosa, in quel giorno, era più bella di sempre. Sventolavano i tricolori e sul pennone più alto si agitava una bandiera tutta verde con, al centro, una torre romana, una canna, un motto "labor omnia vincit". Era il simbolo dell'Associazione. Erano presenti i primi dipendenti: la loro fede ed il duro lavoro compiuto ottenevano il premio ideale e la SAICI li raggruppò additandogli alla riconoscenza di tutti. Del resto la figura di "Lavoratore Anziano" ebbe il riconoscimento ufficiale presso la Snia Viscosa fin dal 1939, da quando cioè l'azienda diede inizio alla premiazione annuale dei suoi dipendenti che compivano 25 anni d' ininterrotto servizio. Dieci anni dopo, su iniziativa di grandi aziende, quali Snia Viscosa, Montecatini e Galtarossa, veniva costituita l'Associazione Nazionale Lavoratori Anziani d'Azienda A.N.L.A., oggi qui rappresentata dal suo presidente, ing. Riccardo Tucci che nuovamente ringraziamo per la sua disponibilità.

Come è nata la nostra Associazione?
Nel 1949, dopo uno sciopero, il fondatore di Torviscosa, Franco Marinotti, uomo determinato e lungimirante, per noi padre affettuoso e protettivo, durante un incontro con i lavoratori (e voi anziani certamente ricorderete) domandò se era nelle loro intenzioni abbandonare l'impresa; se questo era ciò che volevano, anche lui se ne sarebbe andato. Affermazione pesante che colse di sorpresa e preoccupò l'assemblea; dopo qualche momento di esitazione essa si alzò in piedi ed applaudì calorosamente. Ricordiamo che, durante la guerra, essendo il complesso considerato uno stabilimento ausiliario, gli ordini erano di salvare la fabbrica, produrre, proteggere gli operai. Per evitare il pericolo di deportazioni Marinotti fece rilasciare false dichiarazioni di dipendenza e di residenza. Forse quegli applausi erano anche riconoscenza. A distanza di quasi due anni nasceva l'Associazione PRIMI DI TORVISCOSA.

Lo statuto riconfermava i motivi ideali dell'incontro e dell'unione, l'orgoglio dell'opera compiuta, la fedeltà ad un'impresa sentita come propria, il proposito di continuarla assieme alle nuove generazioni. Così, man mano che si assottigliava il numero dei più anziani, l'Associazione si apriva anche a coloro che raggiungevano i vent'anni di servizio in azienda. I "nuovi" entravano in una tradizione ormai consolidata. Il 17 maggio 1951 il Gazzettino, nel riportare l'intervento di Franco Marinotti, fondatore di Torviscosa e primo presidente dell'Associazione, scriveva: Ringrazio di cuore tutti e prometto che farò sempre di più onde Torviscosa prenda l'aspetto di prim'ordine che le appartiene, per assicurare il lavoro a quanti da questo traggono il pane quotidiano e la tranquillità che necessita alle loro famiglie.
La promessa venne mantenuta.
I premiati erano 377 e tutti, dal primo all'ultimo, dal più grande al più umile, sentirono il valore del gesto, l'orgoglio di essere stati qui, primi fra tutti, a redimere la terra, a piantare milioni di canne, a far nascere una gigantesca opera. Nella loro vita di uomini e di lavoratori questo era un evento memorabile; attorno a loro si strinsero tutti gli altri, guardando a loro come ai fondatori. E la società lo era altrettanto riconoscente. Fin dai primi tempi della sua costituzione essa interveniva in aiuto degli associati più bisognosi mediante sussidi, assegni vitalizi (tuttora in erogazione), borse di studio ai figli dei dipendenti con supplemento a quelli dei Primi. Il 1° gennaio del 1956 veniva instaurato il premio di fedeltà che consisteva, e tuttora si è mantenuto, nella concessione di premi speciali ai soci con una anzianità di vent'anni e ripetuti ogni cinque. Primi anche in una iniziativa della Snia Viscosa che durò qualche decennio. Si trattava di un Concorso, chiamato premio alle idee: proposte, modifiche, suggerimenti tecnologici per migliorare la funzionalità degli impianti di produzione in tutti gli stabilimenti del gruppo. Le varie classifiche hanno sempre visto in testa, in tutte le categorie di merito, le nostre maestranze.

Torviscosa non è solo un complesso industriale, ma una città di lavoratori. Essa è il risultato di un' impresa epica, la realizzazione di un progetto grandioso che poteva apparire impossibile. Questo è un mese ricco di anniversari. Ricorre in questi giorni il 25° dal terremoto che devastò il Friuli ed è doveroso che anche noi, oggi, ci si ricordi dei mille morti. In quella tristissima circostanza i PRIMI rinunciarono all'annuale festa, devolvendo il relativo importo ai loro sfortunati fratelli, unitamente alla società che inviò uomini e mezzi in aiuto di quelle popolazioni. Oggi l'Associazione compie 50 anni; forse in campo nazionale è tra i gruppi più anziani. Ultimo anniversario riguarda chi vi parla da 20 anni alla guida dell'Associazione. Due traguardi importanti e prestigiosi, ottenuti con tanto impegno e dedizione. Salutiamo gli alfieri di questa società con lo stesso calore di quel lontano 1951, con l'affetto ed il rispetto che sentiamo per chi ha lavorato e creato per noi. Rivolgiamo un augurio particolare a quanti ci hanno privato della loro presenza, perchè sofferenti; in ogni caso rappresentati dal familiare. Con un profondo e deferente pensiero ricordiamo i soci scomparsi che onoriamo con una breve pausa. Le fila di questi pionieri vengono di anno in anno assottigliate dall'inesorabile ruota del tempo e sarà sempre, quindi, maggior motivo di onore e orgoglio per chi resta, poter dimostrare di aver partecipato alla fondazione di Torviscosa. Quella di oggi è una cerimonia che oltre a ricordare i nostri cinquantanni, vuole essere soprattutto un premio ai fondatori, ai pionieri di una impresa. Quella di oggi è una cerimonia che oltre a ricordare i nostri cinquantanni, vuole essere soprattutto un premio ai fondatori, ai pionieri di una impresa storica, compiuta in anni difficili, irti di difficoltà, con l'esistenza sempre in pericolo causa una guerra che aveva provocato morte e gravissimi danni alle strutture.

Poi venne la ricostruzione e la nascita di nuovi impianti supportati dalle nuove generazioni che entravano in azienda. Desidero sottolineare che le fortune di Torviscosa, tranne inevitabili e periodici momenti di crisi o flessione, stanno a cuore anche a quanti sono succeduti alla SAICI, inclusa l'attuale società, la Caffaro, cui dobbiamo riconoscenza e gratitudine per la disponibilità e stima che nutre verso l'Associazione, la quale conferma il gran valore - non solo morale della fedeltà al lavoro che costituisce la garanzia ed il successo, nel tempo, di un'azienda. Questo rapporto non si è mai spezzato. Dopo mezzo secolo, il legame tra azienda e Associazione è ancora saldo. I fondatori e tutti i Primi stanno ancora a testimoniare come proprio qui abbia preso forma e potuto crescere, per volontà di un imprenditore, un'opera magnifica e di così gran valore. L'Associazione, che oggi conta 1200 soci, costituisce un patrimonio di valori da tutelare; i PRIMI sono uomini che guardano con fiducia al futuro, forti di un importante passato. Noi siamo la storia e la memoria non deve essere uccisa. Noi abbiamo l'obbligo di difendere il passato, di tramandarlo ai posteri, di ricordare ai giovani quanto i progenitori hanno costruito per loro. La SAICI aveva sempre considerato con particolare interesse, la possibilità di ideare e costruire all'estero stabilimenti di cellulosa, estesa, in seguito ad altri prodotti. Nasceva così, negli anni 50, la tecnica di Torviscosa, nota ed apprezzata in tutto il mondo. Erano questi gli anni fulgidi della nostra cittadina che trapiantò impianti in Spagna, SudAfrica, Messico, Inghilterra, Argentina, Russia, India, Brasile. Il nome di Torviscosa e la sua tecnologia assumevano, quindi, risonanza mondiale. Da qui sono partiti centinaia di uomini per creare a Torrelavega, Umkomaas, Chihuahua, Coventry, Arcangelo, Taskent, Coimbatore, altre Torviscosa, con altri nomi.

Nel 1964 quando Torviscosa festeggiava 25 anni di fondazione, un lembo di Torviscosa si trapiantava in un lontano paese del Sud Africa, Umkomaas. Partirono 150 uomini e, dopo dieci anni, la comunità di quella graziosa cittadina contava oltre 700 unità. La piccola Italia (così era chiamata dalla stampa locale) era altamente fiera come altrettanto lo era la loro guida spirituale, Padre Umberto Ceselin. Essi non sono partiti quali umili e sperduti emigranti in cerca di quel pane che la propria terra rifiutava loro, come spesso è avvenuto alla gente friulana. Soprattutto in Sud Africa le loro donne li hanno seguiti per creare in quei luoghi lontani, nuove famiglie, con altre case ed un nuovo benessere. Sono stati i messaggeri di Torviscosa nel mondo, Torviscosa non li dimentica come loro non la dimenticano. Tanti PRIMI vivono attualmente laggiù con le proprie famiglie e nel meritato riposo. Ed è anche per questo che la CAFFARO e l'Associazione hanno voluto che a rappresentare i nostri soci residenti in Sud Africa fosse invitata la persona più qualificata residente in Umkomaas, il Mons. Umberto Ceselin, cui va la nostra profonda e sincera riconoscenza. Il vanto e l'orgoglio della nostra Associazione è costituito dall'Archivio storico della società e della città, realizzato attraverso la ricerca e anni di lavoro. Archivio che comprende un numero considerevole di documenti, reperti fotografici, pubblicazioni, filmati, videocassette, sonori e diverse tesi di laurea realizzate da studenti universitari con il contributo dei documenti in nostro possesso. Un'importante documentazione del territorio - in particolare di Torviscosa che risalta la storia, tutta speciale, di città integrata con la fabbrica. L'Associazione mantiene tuttora saltuari rapporti culturali con gli eredi Marinotti. E' di ieri l'ultimo contatto con la figlia Marialuisa che dal padre ha ereditato la passione per la pittura (suo il pannello all'interno dell'ingresso). Ha fatto pervenire due documentazioni accompagnate da una lettera che recita: ciò che mi ha mandato mette in risalto la sua fedeltà ad un uomo ed a una idea a me profondamente cari e mi riporta agli anni ed al mondo di mio padre, al suo entusiasmo, alla sua fede, all'amore che portava ai suoi operai e collaboratori. E mille auguri ai PRIMI. Avviandomi alla conclusione desideriamo sottolineare il successo ottenuto nelle due serate precedenti cha hanno fatto riscontrare una massiccia affluenza di pubblico.

Giovedì il festoso e commovente incontro con i sudafricani con una rappresentazione dell'ormai famoso Teatrino del RIFO e la presentazione del libro: I Friulani di Umkomaas. Ieri sera la brillante esibizione dei cori Bepi Avian ed Artemìa che, tra l'altro, hanno rispolverato, dopo 40 anni, l'inno dei PRIMI. A nome di tutti i soci, Fondatori in testa, esprimiamo ai dirigenti della società Caffaro la nostra gratitudine, la gratitudine delle nostre famiglie, dei nostri figli per aver mantenuto e conservato questo numeroso gruppo. Per noi oggi è giorno di festa, di appagamento e di grande significato morale verificare, che a distanza di tanti decenni, siamo ancora ricordati e considerati. Siamo riconoscenti ai nostri soci ed alle loro familiari per la numerosa partecipazione alle petizioni popolari che l'ANLA ha promosso negli ultimi anni a difesa dei diritti dei cittadini. Ringrazio della loro collaborazione il C.D. con in testa, il vice presidente signor Aldo Tessarin.

Raccomandiamo a quanti verranno dopo di noi di applicarsi con impegno e dedizione nel continuare a percorrere questa strada, augurando loro di trovare un terreno altrettanto fertile e poter così raccogliere i frutti di quanto abbiamo seminato in tanti anni di impegno dedicato all' Associazione PRIMI DI TORVISCOSA.

Diamo ora inizio alle premiazioni partendo da colui che è venuto da più lontano: monsignor Umberto CESELIN. Ordinato sacerdote nel 1952 è inviato ad Umkomaas nel 1956, subito dopo l'arrivo dei tecnici italiani, in prevalenza friulani. Egli ha saputo affrontare e superare non poche difficoltà logistiche, anche con l'aiuto e la bontà di diverse famiglie che lo hanno ospitato. La sua opera non è rimasta circoscritta ai soli emigranti friulani, ma si è estesa a tutta la comunità cattolica, formata da Italiani, Inglesi, Sudafricani, Zulu e Indiani. Ha impartito la dottrina cristiana ai ragazzi negli scantinati e celebrata la messa nella sala del Municipio o in quella dell'asilo infantile. Il 10.11.1957 ha benedetto la prima pietra della chiesa di Umkomaas, costruita in soli due anni, con il volontariato e con il concorso plebiscitario di tutta la comunità italiana, che si era allora raccolta per la prima manifestazione di fede dei cattolici residenti ad Umkomaas. Don Ceselin, oltre all'assistenza spirituale dei suoi fedeli, ha pensato anche alla necessità della cultura e, conseguentemente, dell'insegnamento, perchè non fosse dimenticata la madrelingua. Nel 1958 ha ottenuto dalle autorità locali il riconoscimento della lingua italiana, al pari di quella tedesca e francese, per accedere alle università sudafricane, ed in seguito, a tutti gli studenti di quello Stato. Tale iniziativa è stata ufficialmente approvata dal Governo italiano. Don Umberto svolge presso la Comunità, anche la funzione di "interprete legale". Nel 1980 è nominato Monsignore. Altri importanti conferimenti sono:
- Prelato d'onore di Sua Santità
- Cavalier Ufficiale della Repubblica Italiana
- Socio di nomina presidenziale dell'Associazione "PRIMI DI TORVISCOSA"
- Cittadino onorario di Torviscosa

RICONOSCIMENTI.

AUGUSTO ALLEGRO

RENATO FRANCO

GIORDANO PITTA

ORLANDO BERTOLDI

GIULIO FRANZOI

MARIO ROMANO

ANNIBALE BERTOSSI

JAFET FULIZIO

LUIGI ROSON

FULVIO BONUTTI

FIORAVANTE GRANSINIGH

ATTILIO SARTO

MARIO BORINATO

ARMIDO GROSSO

ATTILIO SEGATTO

ANTONIO BRAMUZZO

NATALE GROSSO

MARIO SEGATTO

MARIO CHICCARO

DIODATO IOAN

OTTORINO SESSO

BIAGIO DE CORTE

ANTONIO MATASSI

GIOVANNI TUNIZ

GIUSEPPE DI BERT

RENATO MAURO

LUIGI TUSHAR

ROSALIO DRI

ANGELO MOMESSO

ATTILIO VERZEGNASSI

ALCIDE FONTANA

ULVO MORANDINI

VIRGILIO ZANFAGNIN

ADA FRANCO

LIDIO NOVELLI

TIMOTEO ZANINELLO

OTTAVIO FRANCO

GIACOMO PIOVESAN

MILOCCO DANIELE (20 ANNI)

Ed inoltre:

Ing. Riccardo TUCCI (targa)
Mons. Umberto CESELIN (targa)
Dott. Fausto FERRAZZI (targa)
Ing. Giorgio de PANNO - Presidente Caffaro. (distintivo)
Dott. Federico UNNIA - Resp.le Relazioni esterne SNIA. (distintivo)
Arch. Roberto DUZ (distintivo)
Don Luigi REGENI - Parroco di Torviscosa. (distintivo)
Don Oreste ZORZENON - Parroco di Malisana. (distintivo)
Ing. Tiburzi FELICE (distintivo)
Dott. Roberto MAZZI - Resp.le Personale e Relazioni Esterne TVS. (distintivo)